• Andrea Pozzali

Cory Henry, torna con qualcosa d’importante da dire.

Aggiornamento: 15 nov 2020

E’ con grande piacere che questa settimana abbiamo aperto la Selecta di Soul Collection con Cory Henry, uno dei più talentuosi musicisti in circolazione.





Forse non tutti conoscono la storia di questo straordinario organista, tastierista, cantante, produttore e polistrumentista di Brooklin: a due anni sapeva suonare piano e organo, a cinque anni veniva chiamato Master Henry per la sua capacità di suonare qualsiasi pezzo in tutte le tonalità sull’hammond, un autentico fenomeno, tanto che a soli sei anni suonò in uno show all’Apollo Theatre di New York.




La formazione nella chiesa battista del quartiere le esperienze ancora giovanissimo come session-man per nomi come Bruce Springsteen, Boyz II Men, Kirk Franklin, The Roots, a 19 anni entra a far parte della band di Kenny Garrett, ed infine il successo planetario, sia da solista, sia insieme al super collettivo fusion/R&B Snarky Puppy, con cui ha collaborato fino al 2019.




Non sorprende quindi come, nonostante la sua giovane età, il 33enne Cory Henry abbia già un curriculum così ricco.


Ha pubblicato il suo album di debutto First Steps il 21 luglio 2014, con Wild Willis Jones Records. L'album è entrato nelle classifiche di Billboard ed è stato inserito nei Top Jazz Albums e Top Heatseekers Albums.


Il suo secondo album, una registrazione dal vivo, The Revival, è stato pubblicato il 18 marzo 2016 da GroundUp Music.


Cory Henry è stato definito “uno dei migliori musicisti di organo Hammond B-3 della sua generazione, ma nel suo album di debutto con la nuova band i The Funk Apostles, Cory Henry va ben oltre. In Chapter 1: The Art of Love il musicista si fa frontman dimostrando di essere anche un cantautore profondo e visionario. Prova ne è il singolo di debutto Trade It All, pubblicato nell’aprile 2018.



Il disco è una miscela inebriante di blues, soul, R & B e afrobeat. Un progetto che va oltre i generi per essere futuristico e contemporaneo al tempo stesso.


Del super gruppo The Funk Apostles fanno parte musicisti di grande spessore: Il chitarrista Adam Agati, che ha co-scritto i testi con Cory Henry, ha lavorato con tutti da Booker T. Jones a Ludacris, mentre il bassista Sharay Reed ha collaborato con Patti LaBelle, Aretha Franklin, Chaka Khan. Henry ha conosciuto il batterista TaRon Lockett nella precedente esperienza con gli Snarky Puppy, lo stesso aveva già suonato con alcuni dei più grandi nomi dell’R&B tra cui Erykah Badu e Montell Jordan.




Il 30 ottobre 2020 la discografia di Cory Henry si è arricchita di un nuovo capitolo, il quarto in studio della sua carriera da solista: Something To Say. Il disco è un’esplosiva fusione di jazz, funk, soul, gospel e R&B, uno stile che Henry definisce come “future soul”, e del quale è diventato uno dei principali esponenti insieme al suo gruppo, The Funk Apostles, presente in quattro degli undici brani di Something To Say.



Sono evidenti le influenze di artisti come Herbie Hancock, Prince, George Duke e Stevie Wonder, veri riferimenti musicali del polistrumentista newyorchese.


Come il sound proposto anche le liriche sono molto varie, Cory tocca temi come la lussuria in GawtDamn, le pene d’amore nel brano Switch, guerra, violenza e traffico di armi in No Guns, il razzismo e la violenza della polizia vengono esplorati in Say Their Names, Black Man e la forza della perseveranza in Don’t Forget, dando prova di maggiore maturità artistica rispetto ai lavori precedenti.




Nel corso del 2020 Quincy Jones ha incluso Cory Henry nel progetto Soundtrack of America, come headliner nelle serate al The Shed di New York.


Se ancora non lo avete fatto, vi consigliamo di ascoltare ad un volume adeguato la trascinante e ricchissima Switch, che rappresenta benissimo le qualità di Cory Henry, un artista di cui vi consigliamo di approfondire la conoscenza.





DISCOGRAFIA

Album:

- Gotcha Now Doc (2012)

- First Steps (2014)

- The Revival - Live (2016)

- Art Of Love (2018)

- Art Of Love - Live in L.A. (2020)

- Something To Say (2020)

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