Momo Boyd, la nuova voce soul-folk che conquista con “Oops”
- Sergio Basilico

- 2 ore fa
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Dalla storia familiare degli Infinity Song al debutto solista con “Miss Michigan”: Momo Boyd si sta imponendo come una delle artiste più interessanti della nuova scena alternative R&B americana.

Momo Boyd sta vivendo una fase decisiva della sua carriera artistica. Dopo anni trascorsi all’interno degli Infinity Song, il collettivo musicale fondato insieme ai fratelli, la cantante americana ha scelto di intraprendere un percorso solista che sta attirando sempre più attenzione nel panorama internazionale.
Gli Infinity Song non sono una band nata in modo tradizionale. Il progetto prende forma all’interno della famiglia Boyd, cresciuta tra musica, studio e armonizzazioni vocali. I fratelli Abraham, Angel, Israel e Momo Boyd hanno ricevuto fin da piccoli una formazione musicale rigorosa grazie ai genitori, che li hanno educati attraverso la pratica quotidiana degli strumenti e del canto corale. La famiglia si trasferì dal Michigan a New York con l’obiettivo di costruire una carriera artistica condivisa, iniziando a esibirsi nelle metropolitane e nei luoghi pubblici della città.
Proprio quei video registrati per strada iniziarono a diventare virali sui social, grazie alle armonie vocali raffinate e a uno stile che univa soul, soft rock, gospel, folk e R&B. L’estetica degli Infinity Song — fatta di eleganza vintage, look coordinati e sonorità senza tempo — contribuì rapidamente a renderli riconoscibili. Il gruppo attirò così l’attenzione di Jay-Z, che li mise sotto contratto con Roc Nation, trasformandoli in uno dei progetti più particolari della nuova scena soul americana.

Nel corso degli anni gli Infinity Song hanno costruito una fanbase molto fedele grazie a brani come “Hater’s Anthem”, “Slow Burn”, “Mad Love” e “Metamorphosis”, distinguendosi per arrangiamenti vocali sofisticati e influenze che richiamano gruppi storici degli anni Settanta come The 5th Dimension o The Mamas & the Papas, ma reinterpretati con una sensibilità moderna.
All’interno del gruppo, Momo Boyd ha sempre rappresentato una delle presenze più magnetiche, grazie a una voce morbida e versatile capace di passare dal folk al neo-soul con naturalezza. La sua notorietà è cresciuta ulteriormente dopo la partecipazione a “Good Flirts”, brano di Baby Keem e Kendrick Lamar che ha contribuito a far conoscere il suo timbro anche al pubblico hip hop e mainstream.
Nel 2026 è arrivato il debutto da solista con Miss Michigan, progetto che mescola confessione personale, nostalgia americana e ricerca sonora contemporanea. Il lavoro alterna atmosfere intime e cinematiche a episodi più ritmati, mostrando una personalità artistica autonoma rispetto al percorso collettivo degli Infinity Song.
Tra le tracce del disco, “Oops” è diventata rapidamente una delle più discusse. Il singolo rappresenta una deviazione sorprendente rispetto alle tonalità folk e malinconiche presenti nel resto del progetto. Qui Momo Boyd abbraccia invece un R&B elegante e nostalgico, costruito su groove morbidi, influenze G-Funk e richiami alla produzione anni Novanta.
Anche il videoclip ha avuto un ruolo importante nel successo del brano. Diretto da Cass Myers, il video omaggia l’immaginario pop afroamericano degli anni ’90, tra styling glamour, scenografie rétro e riferimenti a icone televisive come Moesha e Hilary Banks. L’intenzione dichiarata dell’artista era quella di ricreare un’estetica nostalgica ma ancora contemporanea.
Con Miss Michigan e “Oops”, Momo Boyd sembra aver trovato una voce personale molto precisa: sofisticata ma accessibile, vintage ma moderna. E mentre gli Infinity Song continuano il loro percorso come una delle famiglie musicali più originali della scena americana, il debutto solista di Momo conferma quanto il talento dei fratelli Boyd possa evolversi anche al di fuori della dimensione collettiva.




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