Stevie Wonder, cinquant’anni dopo: quattro canzoni inedite riaprono la storia di Songs in the Key of Life
Nel giorno del 50° anniversario del capolavoro del 1976, arriva un nuovo EP con quattro registrazioni mai pubblicate prima. Un viaggio negli archivi di Stevie Wonder che riporta alla luce un capitolo rimasto finora nascosto

Cinquant’anni dopo, Songs in the Key of Life ha ancora qualcosa da raccontare. Proprio oggi, 28 settembre 2026, nel giorno esatto dell’anniversario della pubblicazione dell’album originale, Stevie Wonder torna a quelle storiche sessioni con un regalo inatteso: un EP di quattro brani mai pubblicati prima, recuperati dalle registrazioni realizzate durante la lavorazione del celebre doppio album del 1976.
Il nuovo Songs in the Key of Life – The EP contiene “It’s Easier”, “My Life Story of Love”, “I Can See the Sun in Late December” e “I’m Into Livin’”. Non si tratta quindi di nuove incisioni, ma di materiale rimasto negli archivi per mezzo secolo e che oggi viene finalmente consegnato all’ascolto. La selezione è stata curata personalmente da Wonder, mentre il missaggio è stato affidato a John Fischbach e Gary O Adante, gli stessi tecnici che avevano lavorato alle registrazioni originali dell’album.
La coincidenza della data rende l'operazione particolarmente significativa. Songs in the Key of Life usciva infatti il 28 settembre 1976 e sarebbe diventato uno dei lavori centrali nella carriera di Wonder, con brani come “Sir Duke”, “Isn’t She Lovely”, “As” e “Love’s in Need of Love Today”. L’album conquistò anche il Grammy per l’Album dell’anno, il terzo riconoscimento di Wonder in quella categoria.
Le quattro canzoni permettono di tornare dentro quella stagione creativa da una prospettiva diversa. “It’s Easier” si muove tra soul e bossa nova, interrogandosi sulla possibilità di abbandonare l’idea stessa dell’amore. “My Life Story of Love”, co-scritta con Susaye Greene, è invece una canzone d’amore costruita attraverso immagini legate alla natura e alla fioritura di una relazione.
Più introspettiva è “I Can See the Sun in Late December”, una ballata dalle atmosfere jazz che parla di ottimismo, consapevolezza e ricerca di sé. Chiude il quartetto “I’m Into Livin’”, un brano funk nel quale Wonder sembra prendere le distanze dalla vita di eccessi e dalle vecchie abitudini sentimentali per dichiarare la scelta di una relazione stabile.
C'è anche un curioso dettaglio legato alla storia delle sessioni. Secondo il racconto diffuso in occasione della pubblicazione, quando l’ultima sessione di Songs in the Key of Life terminò alle 4:54 del mattino, il bassista Nathan Watts pronunciò la frase “Fo’FiftyFo’!”. L’espressione diventò una sorta di scherzo interno tra le persone che circondavano Wonder. Cinquant’anni dopo, proprio quell’ora è diventata simbolicamente il punto di partenza per riportare queste quattro registrazioni al pubblico.
I brani conservano inoltre la traccia della straordinaria squadra musicale che accompagnò Wonder in quegli anni. In “I’m Into Livin’” compaiono, tra le altre, le voci di Thelma Houston e Deniece Williams, mentre tra i musicisti coinvolti nelle registrazioni figurano Gregory Phillinganes, Michael Sembello, Ben Bridges, Jim Horn, Raymond Pounds e lo stesso Nathan Watts.
«Abbiamo vissuto con Songs in the Key of Life per cinquant’anni, ma c’è ancora altro da ascoltare», ha dichiarato Wonder presentando il progetto. Le quattro canzoni, spiega l’artista, non furono inserite nell’album originale, ma facevano parte di ciò che stava vivendo e scoprendo durante quel periodo creativo.
L’EP arriva inoltre alla vigilia di un altro capitolo delle celebrazioni: dal 13 ottobre 2026, a Birmingham, Stevie Wonder porterà Songs in the Key of Life sui palchi di Regno Unito, Europa e Stati Uniti con un tour dedicato al 50° anniversario dell’album.
A mezzo secolo di distanza, dunque, Songs in the Key of Life si amplia senza essere riscritto. Quattro registrazioni rimaste fuori dall’edizione originale diventano oggi una nuova porta d’accesso a quelle sessioni: frammenti di un periodo in cui Stevie Wonder stava ancora esplorando possibilità musicali che, cinquant’anni dopo, continuano a trovare ascoltatori.





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