Arlo Parks tra club culture e introspezione: il nuovo corso di “Ambiguous Desire”
- Sergio Basilico

- 1 giorno fa
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Dal ritorno discografico al brano “Senses” con Sampha, tra evoluzione sonora e nuove prospettive live

Arlo Parks, classe 2000, è una delle voci più sensibili e riconoscibili della nuova scena soul/indie internazionale. Nata a Londra, ha conquistato pubblico e critica con una scrittura intima e poetica, capace di raccontare fragilità emotive e relazioni con grande delicatezza, fino alla vittoria del Mercury Prize con l’album d’esordio e alla consacrazione globale negli anni successivi .
Il 3 aprile 2026 segna una nuova tappa con Ambiguous Desire, terzo disco in studio pubblicato via Transgressive Records. Un lavoro che rappresenta una vera svolta: rispetto alle atmosfere più raccolte di My Soft Machine, qui Parks si apre a influenze house, garage e clubbing, ispirate alle esperienze notturne tra Londra, New York e Los Angeles . Il risultato è un album più dinamico e immediato, costruito anche attraverso appunti vocali e frammenti di diario, con l’obiettivo di catturare una “verità più spontanea” e vissuta .
Tra i dodici brani in scaletta spicca “Senses”, collaborazione con Sampha, inserita anche nella Soul Collection della settimana. Il pezzo si distingue per un’atmosfera avvolgente e morbida, dove le due voci si intrecciano in modo naturale: Parks ha definito il contributo di Sampha “soothing”, sottolineando quanto la sua sensibilità soul abbia influenzato il mood del brano . Non a caso, “Senses” si configura come uno dei momenti più emotivi del disco, sospeso tra R&B contemporaneo ed elettronica minimale.
L’album include anche singoli come “2Sided”, “Heaven” e “Beams”, che anticipano i temi centrali del progetto: desiderio, perdita, crescita personale e ricerca di sé . L’intero lavoro è stato accolto positivamente dalla critica, con una media solida e un riconoscimento diffuso della sua evoluzione artistica .
Sul fronte live, Arlo Parks ha già annunciato una nuova fase di tour tra Stati Uniti ed Europa (niente Italia), con uno show completamente rinnovato: meno band tradizionale e più spazio a sampler, drum machine e un’estetica elettronica coerente con il nuovo sound . Una scelta che riflette anche la volontà di costruire concerti immersivi, ispirati all’energia dei club che hanno influenzato la genesi del disco.




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