Rachel Chinouriri, la malinconia diventa pop con “Broken Chair”
La cantautrice britannica torna con un singolo intimo e dal sound elettronico, tra notti insonni, consapevolezza di sé e il coraggio di cambiare.

Ci sono canzoni che riescono a nascondere una confessione personale dietro un ritmo trascinante. “Broken Chair”, il nuovo singolo di Rachel Chinouriri, è una di queste. Pubblicato il 2 ottobre 2026, il brano anticipa il secondo album dell’artista britannica, I Think I Spoke Too Soon, atteso per il 16 ottobre, e conferma la sua capacità di trasformare emozioni complesse in un pop contemporaneo, raffinato e immediato.
È proprio questa combinazione di vulnerabilità e leggerezza sonora ad aver conquistato Soul Collection, che sceglie “Broken Chair” per la playlist di questa settimana.
Nata nel 1998 e cresciuta a Croydon, nel sud di Londra, in una famiglia originaria dello Zimbabwe, Rachel Chinouriri ha costruito un'identità musicale personale, capace di intrecciare sensibilità indie, melodie pop e scrittura intimista. Dopo i primi brani autoprodotti e i progetti indipendenti, si è fatta conoscere con l’EP Four° in Winter del 2021 e con Better Off Without del 2022.
La consacrazione è arrivata nel 2024 con l’album d’esordio What a Devastating Turn of Events, un lavoro autobiografico che affronta temi come salute mentale, appartenenza, amore e perdita. Il disco ha raggiunto la Top 20 britannica e le è valso le prime candidature ai BRIT Awards, affermandola tra le voci più interessanti della nuova scena pop inglese. La sua scrittura diretta, accompagnata da una voce delicata ma espressiva, le permette di raccontare esperienze personali senza rinunciare a melodie capaci di restare in testa.
Con “Broken Chair”, Chinouriri esplora il rapporto con le serate fuori, l’alcol e quel senso di vuoto che può arrivare quando la musica si spegne e la compagnia si dissolve. L’immagine della sedia rotta, abbandonata per strada, diventa una metafora di solitudine e smarrimento, ma anche un invito a guardarsi con maggiore sincerità.
Scritto a Los Angeles insieme a Lucy Dacus, cantautrice statunitense e componente del progetto boygenius, il brano si muove tra sonorità elettroniche dal gusto rétro, synth misurati e una voce che rimane al centro della scena. La produzione cresce progressivamente, fino ad aprirsi in un finale corale, quasi da festa, creando un contrasto efficace con il peso emotivo del testo. È qui che risiede la forza del singolo: una melodia luminosa accompagna una riflessione tutt’altro che superficiale. La festa non è più soltanto evasione, ma diventa lo spazio in cui emergono domande scomode sulla propria identità e sulle abitudini che non fanno più stare bene. Un percorso di consapevolezza che si riflette anche nella nuova direzione artistica di Rachel, sempre più orientata verso un pop elettronico capace di accogliere fragilità e desiderio di cambiamento.





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