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Ronald Isley, 85 anni di stile, anima e rivoluzione soul

La voce immortale degli Isley Brothers continua a attraversare generazioni, influenzando soul, funk, rock e hip hop con un’eleganza unica.


Ronald Isley
Ronald Isley

A ottantacinque anni, Ronald Isley resta una delle figure più carismatiche e influenti della musica afroamericana. La sua voce vellutata, intensa e immediatamente riconoscibile ha accompagnato oltre sei decenni di storia musicale, attraversando epoche e trasformazioni culturali senza mai perdere fascino. Nato a Cincinnati il 21 maggio 1941, Ronald iniziò a cantare da bambino insieme ai fratelli O’Kelly, Rudolph e Vernon nella chiesa di famiglia, respirando gospel fin dai primi anni di vita. Dopo la tragica morte del piccolo Vernon, gli altri fratelli decisero di continuare il percorso musicale, trasferendosi a New York alla fine degli anni Cinquanta per inseguire il sogno discografico.

Fu lì che nacquero gli The Isley Brothers, protagonisti di una delle carriere più longeve e trasversali della musica moderna. Il primo grande successo arrivò nel 1959 con “Shout”, un brano diventato immortale e successivamente reinterpretato da artisti di ogni genere, dai Beatles a Joan Jett. Pochi anni dopo arrivò anche “Twist and Shout”, altra pietra miliare della storia del rhythm and blues.

La grandezza di Ronald Isley, però, non si misura soltanto nei successi. È nella sua capacità di reinventarsi che si nasconde il segreto della sua leggenda. Negli anni Settanta gli Isley Brothers ampliarono il proprio suono incorporando funk, rock psichedelico e jazz, grazie anche all’ingresso dei fratelli più giovani Ernie e Marvin Isley e del cognato Chris Jasper. Album come “3 + 3”, “The Heat Is On” e “Go For Your Guns” cambiarono il volto della black music. Ronald divenne il perfetto interprete di quel nuovo stile: sensuale, sofisticato, magnetico.


 

Molti dimenticano che nella storia degli Isley Brothers compare anche Jimi Hendrix. Prima di diventare una leggenda mondiale, Hendrix suonò proprio nella band dei fratelli Isley nei primi anni Sessanta, esperienza fondamentale per la sua crescita artistica. Ancora oggi Ernie Isley ricorda i trucchi scenici imparati dal chitarrista di Seattle, come suonare la chitarra dietro la testa o con i denti.

Negli anni Novanta Ronald Isley riuscì nell’impresa che pochissimi artisti hanno saputo compiere: diventare nuovamente contemporaneo. La sua figura elegante e teatrale di “Mr. Biggs”, nata nelle collaborazioni con R. Kelly, lo trasformò in un’icona anche per il pubblico hip hop e R&B. Parallelamente, le canzoni degli Isley Brothers venivano campionate ovunque: “Between the Sheets” entrò nella storia grazie a “Big Poppa” di The Notorious B.I.G., mentre “Footsteps in the Dark” diventò il cuore di “It Was a Good Day” di Ice Cube.


 

La forza di Ronald Isley è sempre stata quella di attraversare il tempo senza rincorrere le mode. La sua voce è rimasta elegante, calda e profondamente soul anche nelle collaborazioni più moderne, come quelle con Kendrick Lamar, Santana e Beyoncé. Nel 2022 gli Isley Brothers sono tornati con l’album “Make Me Say It Again, Girl”, dimostrando ancora una volta una sorprendente vitalità artistica.

 

Nel corso della sua carriera Ronald Isley ha vissuto trionfi, difficoltà personali, lutti familiari e persino problemi giudiziari, ma non ha mai smesso di esibirsi e di rappresentare una delle grandi voci della musica americana. Oggi è l’ultimo membro storico ancora pienamente attivo della formazione originale degli Isley Brothers e continua a essere celebrato come un autentico monumento del soul. Nel 1992 il gruppo è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, riconoscimento più che meritato per artisti che hanno influenzato generazioni intere di musicisti.


 

Per festeggiare questo straordinario 85° compleanno, in Soul Collection abbiamo celebrato Ronald Isley con “Brother, Brother”, title track dell’album Brother, Brother, Brother del 1972, uno dei lavori più raffinati e significativi della maturità artistica degli Isley Brothers. Il disco rappresentò un momento di transizione fondamentale verso sonorità sempre più sofisticate, tra soul, funk e rock, e conteneva anche brani memorabili come “Work to Do” e “Pop That Thang”. “Brother, Brother” resta ancora oggi una dichiarazione di fratellanza, spiritualità e consapevolezza sociale perfettamente in linea con il clima culturale dell’epoca.

 

Auguri Ron.

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