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Washington, il nuovo soul-jazz di East London

13 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Monday Blues entra nella playlist di Soul Collection della settimana



Ci sono brani che arrivano con discrezione e, proprio per questo, riescono a lasciare il segno. È il caso di Washington, artista e songwriter della East London, che con Monday Blues propone una raffinata miscela di soul e jazz, lontana dai cliché e costruita su un'atmosfera intima e contemporanea.

Washington Peterkin, questo il nome completo che compare nei crediti della sua produzione musicale, è un creativo originario dell'East London. Oltre alla musica, il suo percorso professionale si sviluppa nel mondo della produzione audiovisiva: è filmmaker, producer e songwriter e ha lavorato alla realizzazione di contenuti e campagne digitali. La musica rappresenta così un'altra dimensione della sua espressione creativa, accanto al lavoro nell'immagine e nel racconto per il web.

Il suo percorso discografico è ancora giovane ma già caratterizzato da una precisa identità. Tra le pubblicazioni precedenti troviamo Pretty GyalIn the Morning e Addicted, uscite tra il 2023 e il 2024 e catalogate nell'area R&B/Soul.

È però con Monday Blues che Washington sembra compiere un passo particolarmente interessante.


 

Già dal titolo, Monday Blues gioca con un'espressione familiare: quella sensazione di malinconia e di ritorno alla routine associata all'inizio della settimana. Washington la trasforma però in materia musicale, evitando di insistere sulla componente nostalgica e privilegiando piuttosto un equilibrio elegante tra soul e jazz.

È proprio questa caratteristica ad aver attirato l'attenzione di Soul Collection, che questa settimana ha inserito Monday Blues nella propria playlist. Una scelta che trova conferma anche nell'attenzione ricevuta dal brano nell'ambiente della soul music: una recente recensione di Sonic Soul Reviews lo ha definito una miscela ben equilibrata di soul e jazz, sottolineandone la capacità di evitare i cliché del genere.


Monday Blues diventa così un piccolo manifesto dell'approccio di Washington: contemporaneo ma con radici riconoscibili, sofisticato senza risultare distante, capace di muoversi tra soul, R&B e jazz con naturalezza.

 

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