Meshell Ndegeocello, sinonimi di libertà
Con Synonym, la bassista, cantante e compositrice torna a rileggere quindici classici insieme a una straordinaria costellazione di ospiti. Tra questi Lianne La Havas, protagonista di una nuova, sensuale versione di “Don’t Look Any Further”.

Ci sono musicisti che attraversano i generi e altri che, più semplicemente, fanno sembrare superflua l'idea stessa di genere. Meshell Ndegeocello appartiene decisamente alla seconda categoria. Bassista, cantante, compositrice e produttrice, nel corso di una carriera iniziata negli anni Novanta ha costruito un linguaggio personale nel quale soul, funk, jazz, R&B, dub e sperimentazione convivono senza gerarchie.
Nata in Germania e cresciuta a Washington D.C., Ndegeocello si trasferisce a New York per inseguire la musica e nel 1993 debutta con Plantation Lullabies, album che le vale subito tre nomination ai Grammy. Da allora il suo percorso non ha mai seguito una linea prevedibile: dalla profondità soul di Peace Beyond Passion e Bitter alle esplorazioni jazz e spirituali, fino ai progetti dedicati a Nina Simone e James Baldwin. Una ricerca continua, fatta di groove, contaminazione e soprattutto di una straordinaria libertà espressiva.
È proprio la libertà una delle chiavi per entrare nel nuovo progetto, Synonym, in uscita il 2 ottobre 2026 per Blue Note Records. Il titolo non è casuale: l'album nasce dall'idea di reinterpretare brani conosciuti non come semplici cover, ma come “sinonimi” delle loro versioni originali, capaci di conservare un significato pur cambiando completamente forma. Ndegeocello ha descritto il progetto anche come un'espressione di liberazione queer intesa come metafora di una più ampia liberazione.
Il risultato è una raccolta di 15 brani, scelti attraverso epoche e mondi musicali differenti. Accanto a Ndegeocello troviamo un cast davvero notevole: Cynthia Erivo, Cat Power, Chaka Khan, Brandi Carlile, Bill Callahan, ANOHNI, Robert Glasper, Moses Sumney, Nick Hakim e, naturalmente, Lianne La Havas.
Tra i brani che anticipano Synonym c'è “Don't Look Any Further”, scelto questa settimana per la playlist di Soul Collection. È una scelta particolarmente felice perché il pezzo permette di cogliere perfettamente il metodo di Ndegeocello: prendere una canzone profondamente radicata nella memoria soul e restituirla con un'identità nuova.
L'originale è il celebre duetto del 1984 di Dennis Edwards e Siedah Garrett, pubblicato dalla Motown. Nella nuova versione Ndegeocello incontra Lianne La Havas, in un dialogo vocale che trasforma il brano in qualcosa di più morbido, contemporaneo e sensuale. La produzione sposta il baricentro verso un modern funk elegante e sinuoso, mentre il flauto di Elena Pinderhughes aggiunge un'ulteriore dimensione al groove.
La presenza di La Havas è particolarmente significativa. La sua voce, intima e avvolgente, possiede quella capacità rara di stare dentro il soul senza doverlo imitare. Il suo percorso, tra folk, jazz, R&B e neo-soul, trova così un terreno naturale nell'universo di Ndegeocello. Il risultato non cerca di competere con l'originale: lo riabita.
Ed è forse questo il punto più interessante di Synonym: le cover non vengono trattate come esercizi di nostalgia. Ndegeocello sembra piuttosto chiedersi cosa possa ancora dire oggi una canzone che conosciamo già, cosa succeda quando la si libera dalla sua forma originale e la si lascia incontrare nuovi musicisti, nuove sensibilità, nuovi groove.
“Don't Look Any Further” diventa così più di una semplice rilettura di un classico Motown: è un incontro tra generazioni e linguaggi, costruito sul basso, sulla voce e su quella sottile tensione tra familiarità e sorpresa che è una delle caratteristiche più affascinanti del soul contemporaneo.
E se Soul Collection cerca ogni settimana quelle canzoni capaci di raccontare il presente attraverso la memoria della black music, questa volta la scelta sembra quasi inevitabile. Meshell Ndegeocello non guarda indietro: guarda attraverso. E “Don't Look Any Further”, con Lianne La Havas, è un magnifico esempio di come un classico possa continuare a vivere proprio quando smette di essere semplicemente ripetuto.





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