top of page

Ayra Starr è la nuova stella dell’Afropop

Con Starrgirl l’artista nigeriana apre un nuovo capitolo della sua carriera. E “Heaven Baby”, insieme a ZAYN, è il lato più intimo e soul del progetto



Ayra Starr non è più soltanto una delle giovani promesse dell’Afropop: è ormai una delle voci africane capaci di dialogare con il pop internazionale senza perdere la propria identità. Nata ad Abuja e cresciuta a Lagos, in Nigeria, Ayra Starr — nome d’arte di Oyinkansola Sarah Aderibigbe — si è fatta conoscere nel 2021 con l’album d’esordio “19 & Dangerous”, entrando rapidamente tra i nomi più interessanti della nuova scena afrobeats. Il successo di brani come “Rush” ha poi allargato il suo pubblico ben oltre i confini africani, mentre il successivo “The Year I Turned 21”, pubblicato nel 2024, ha segnato un ulteriore passo verso una dimensione sempre più internazionale.

 

Oggi Ayra Starr torna con Starrgirl, il suo terzo album, pubblicato il 14 agosto 2026. Un progetto di 16 tracce nel quale afropop, Afrobeats, R&B e pop contemporaneo convivono in un racconto che mette al centro la sua evoluzione personale e artistica.

Il titolo stesso, Starrgirl, sembra quasi una dichiarazione d'intenti: Ayra non racconta soltanto ciò che è diventata, ma rivendica il diritto di costruire il proprio spazio nel panorama musicale globale. Il disco ospita una serie di collaborazioni importanti — da Wizkid a Rema, da Leon Thomas a kwn, fino a Theodora e Danny Ocean — confermando la volontà dell'artista di muoversi liberamente tra generi e territori musicali differenti.

 

Ma è soprattutto “Heaven Baby”, realizzata insieme a ZAYN, a catturare l'attenzione di chi cerca nel progetto il suo lato più morbido e introspettivo.

Il brano sorprende proprio perché rallenta il passo. L'energia ritmica tipica dell'Afropop lascia spazio a un arrangiamento essenziale, costruito principalmente sul pianoforte e sulle voci. Da una parte il timbro caldo e avvolgente di Ayra Starr, dall'altra il falsetto riconoscibile di ZAYN: due mondi apparentemente lontani che trovano un equilibrio naturale in una ballad pop-R&B romantica e sospesa.


 

“Heaven Baby” parla di quell'attrazione capace di trasformare una persona in qualcosa di quasi irreale, in una presenza che sembra appartenere a un'altra dimensione. L'immaginario celestiale del brano diventa così anche una metafora dell'innamoramento: quando qualcuno ci appare talmente speciale da sembrare, appunto, “heaven”.

La collaborazione con ZAYN ha inoltre un significato particolare per Ayra. L'artista ha raccontato quanto fosse emozionante lavorare con lui, arrivando a definire “Heaven Baby” una delle migliori canzoni che abbia mai cantato. Un entusiasmo che rende ancora più interessante il risultato finale: non un semplice featuring pensato per ampliare il pubblico, ma un incontro vocale nel quale le personalità dei due artisti riescono a convivere senza sovrapporsi.


 

Ed è proprio questa dimensione intima a rendere “Heaven Baby” una scelta naturale per Soul Collection di questa settimana. In un album ricco di ritmi, contaminazioni e collaborazioni internazionali, il brano si prende il tempo di respirare. Il pianoforte lascia spazio alle emozioni, mentre le due voci costruiscono una conversazione fatta di vulnerabilità, desiderio e romanticismo.

Con Starrgirl, Ayra Starr conferma quindi di non voler essere definita da un solo genere. La sua forza sta nella capacità di portare la sensibilità dell'Afropop dentro una dimensione globale, passando con naturalezza dalla pista da ballo al soul più delicato. E “Heaven Baby” rappresenta forse uno degli esempi più riusciti di questa evoluzione: una canzone semplice nella struttura, ma capace di lasciare una sensazione precisa, quella di trovarsi per qualche minuto in uno spazio sospeso tra pop, R&B e sentimento.

 


Per Soul Collection di questa settimana, la stella è Ayra Starr. E il suo “Heaven Baby” è il momento perfetto per ascoltarla brillare più piano.

Commenti


bottom of page