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Majid Jordan, due strade per la stessa anima

7 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Con Two Roads il duo canadese torna alle atmosfere sospese dell’R&B contemporaneo. E “Strangers” è il brano che questa settimana entra in Soul Collection.



Ci sono artisti che costruiscono la propria identità inseguendo il momento e altri che, disco dopo disco, preferiscono approfondire un universo sonoro. I Majid Jordan appartengono decisamente alla seconda categoria. Il duo canadese, formato dal cantante Majid Al Maskati e dal producer Jordan Ullman, è una delle realtà più riconoscibili della scena R&B alternativa di Toronto, capace di muoversi tra soul, elettronica, synth-pop e atmosfere notturne.

La loro storia comincia nel 2011, quando Majid e Jordan si incontrano mentre frequentano l’Università di Toronto. Quasi immediatamente nasce una sintonia musicale che li porta a lavorare insieme e a pubblicare, inizialmente con il nome Good People, il progetto afterhours su SoundCloud. Quel lavoro arriva all’attenzione di Noah “40” Shebib, storico produttore di Drake, e apre loro le porte della OVO Sound.



Il resto è storia. Nel 2013 arriva la collaborazione con Drake in Hold On, We're Going Home, brano destinato a diventare uno dei momenti più riconoscibili del pop/R&B di quel decennio. Ma, invece di trasformare quel successo in una formula da replicare, Majid Jordan scelgono di costruire negli anni un linguaggio sempre più personale: produzioni liquide, synth avvolgenti, ritmi essenziali e una vocalità intima, quasi confidenziale.

 

Dopo gli EP A Place Like This e Good People, gli album Majid Jordan, The Space Between e Wildest Dreams, il duo arriva oggi a un nuovo capitolo con Two Roads, pubblicato il 28 agosto 2026 da OVO Sound.

Quindici tracce per circa cinquanta minuti in cui Majid Jordan sembrano fare quello che sanno fare meglio: trasformare emozioni, ricordi e relazioni in paesaggi sonori. Il disco comprende anche le recenti Cold e See You Again, oltre a collaborazioni con Clementine Douglas e Naomi Sharon.

 


Il titolo Two Roads può essere letto come una sintesi perfetta della loro storia: due percorsi individuali che continuano a incontrarsi, due sensibilità diverse che da quindici anni trovano un punto di equilibrio nella musica. È un'idea che attraversa l'intero album e che racconta non soltanto la relazione artistica tra Majid e Jordan, ma anche la loro evoluzione personale e creativa.

“Strangers”, quando l’intimità diventa distanza.

 

Ed è proprio “Strangers” il brano che abbiamo scelto per Soul Collection di questa settimana.

Terza traccia di Two Roads, “Strangers” rappresenta uno dei momenti più morbidi e immediati dell’album. Il brano si muove su una dimensione sospesa, tra bedroom soul e pop contemporaneo, lasciando che la voce di Majid rimanga al centro mentre la produzione costruisce intorno a lui un’atmosfera calda e malinconica.

“Strangers” non ha bisogno di alzare la voce. È un brano che lavora sulle sfumature e che trova la propria forza proprio nella sottrazione. Le melodie morbide, l’elettronica discreta e il timbro malinconico di Majid creano quella sensazione tipicamente Majid Jordan di trovarsi in una stanza illuminata soltanto dalle luci della città.


 

Ed è forse questo il motivo per cui funziona così bene all’interno di Soul Collection: perché il soul, oggi, non è necessariamente una questione di grandi arrangiamenti o di voce esplosiva. Può essere anche un sentimento più sottile, quello che rimane quando una relazione cambia forma e due persone, pur avendo condiviso qualcosa, finiscono per guardare in direzioni diverse.

Con Two Roads, Majid Jordan non sembra voler dimostrare nulla. Continuano semplicemente a percorrere la loro strada, fedele a quell’equilibrio tra elettronica, R&B e malinconia che li ha resi riconoscibili nel panorama musicale contemporaneo.

E se l’album racconta due strade che continuano a incontrarsi, “Strangers” ci ricorda che a volte la distanza più interessante da raccontare è quella tra due persone che, un tempo, erano molto vicine.



 

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