Busta Rhymes, il tempo di Dilla e la voce di D’Angelo
Dillagence II riporta alla luce un incontro rimasto sospeso nel tempo: il flow di Busta Rhymes, le produzioni di J Dilla e una traccia vocale inedita di D’Angelo si incontrano in This Woman, la scelta di Soul Collection di questa settimana.

Ci sono artisti che attraversano le epoche senza perdere la propria identità. Busta Rhymes appartiene certamente a questa categoria. Nato Trevor George Smith Jr. a Brooklyn nel 1972 e cresciuto a Long Island, Busta si affaccia sulla scena hip hop nei primi anni Novanta con i Leaders of the New School, formazione legata alla galassia Native Tongues. Il suo stile, immediatamente riconoscibile per energia, teatralità, velocità e una particolare inclinazione ragga, emerge già in brani come “Scenario” degli A Tribe Called Quest.
La consacrazione arriva nel 1996 con The Coming, il suo primo album solista, trascinato dal successo di “Woo-Hah!! Got You All in Check”. Da quel momento Busta Rhymes costruisce una carriera lunghissima, attraversando l’hip hop degli anni Novanta e Duemila senza rinunciare alla sua cifra personale: un rapper capace di passare dal rapid-fire più spettacolare a momenti più morbidi e soul, mantenendo sempre una straordinaria elasticità ritmica.
È proprio questa versatilità a rendere particolarmente interessante il suo rapporto con J Dilla, uno dei produttori più influenti della storia dell’hip hop. I due erano amici e collaboratori da anni: Dilla aveva fornito a Busta una quantità enorme di materiale, arrivando a consegnargli oltre 300 beat. Una parte di quel patrimonio era già confluita nel mixtape Dillagence del 2007, pubblicato poco più di un anno dopo la scomparsa del produttore di Detroit.
Quasi vent'anni dopo, quel dialogo riprende con DILLAGENCE II, pubblicato il 25 agosto 2026. Diciannove tracce, oltre un'ora di musica e un progetto costruito interamente attorno a produzioni di Dilla, comprese numerose composizioni rimaste inedite. È un album che non cerca di inseguire il suono del momento: preferisce lasciare che il linguaggio di Dilla e quello di Busta si incontrino nuovamente, dimostrando quanto quella combinazione possa ancora risultare contemporanea.
Il cuore più sorprendente del disco, però, è probabilmente “This Woman”.
Qui la storia si fa ancora più affascinante. Alla produzione troviamo J Dilla, mentre la voce di D’Angelo proviene da una sessione registrata con il produttore più di vent'anni fa e mai portata a compimento. Busta Rhymes ha quindi recuperato quel frammento e lo ha trasformato in una nuova canzone, costruendo intorno alla voce di D’Angelo il proprio intervento.
Il risultato è un incontro postumo tra tre personalità musicali diversissime ma sorprendentemente compatibili. Da una parte il rap energico e teatrale di Busta; dall'altra il groove irregolare, umano e volutamente imprevedibile di Dilla; al centro, quasi come una presenza sospesa, il falsetto inconfondibile di D’Angelo.
È proprio il beat a fare da collante. La produzione di Dilla non procede mai in modo perfettamente geometrico: il suo celebre “Dilla Time” nasce da una gestione del ritmo volutamente asimmetrica, capace di dare ai brani quella sensazione di movimento leggermente fuori asse che è diventata una delle sue firme. Su This Woman, questo approccio incontra una tessitura più calda e soul, con chitarre e marimba che lasciano spazio alla voce di D’Angelo.
E poi c'è quella voce. D’Angelo non ha bisogno di molto spazio per imprimere la propria presenza: anche una registrazione nata come materiale di lavoro diventa immediatamente riconoscibile. Il suo canto si appoggia sul groove di Dilla con naturalezza, creando una sorta di ponte tra il soul degli anni Novanta e Duemila, l'hip hop e la sensibilità contemporanea di Busta Rhymes.
In questo senso, “This Woman” è molto più di una semplice traccia recuperata dagli archivi. È una piccola capsula del tempo che mette in comunicazione tre mondi e tre momenti diversi della musica afroamericana. E proprio perché non sembra costruita per celebrare nostalgicamente il passato, ma per farlo respirare nel presente, la sua presenza nella Soul Collection di questa settimana acquista un significato particolare.
Dillagence II è, in definitiva, un progetto sulla memoria e sulla continuità. Busta Rhymes presta il proprio presente alle intuizioni di un amico scomparso vent'anni fa; Dilla torna a parlare attraverso beat rimasti custoditi per anni; D’Angelo riaffiora da una sessione dimenticata per aggiungere una voce che sembra arrivare da un'altra stanza, da un'altra epoca.
Tre artisti, un'unica traccia, nessuna vera distanza temporale.
“This Woman” è la nostra scelta per Soul Collection di questa settimana proprio per questo: perché quando il soul incontra il beat di Dilla e il flow di Busta Rhymes, il passato non torna semplicemente indietro. Torna a suonare.





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