George Michael, una voce senza tempo: Gabriele Antonucci racconta l'uomo dietro il mito
A novembre un doppio appuntamento per riscoprire il grande artista britannico: il 6 novembre arriva al cinema George Michael: The Faith Tour, mentre il 16 novembre esce il libro George Michael. La voce dell'anima, un viaggio nella carriera, nella vita e nelle fragilità di una delle voci più amate della musica internazionale.

Ci sono artisti che attraversano le epoche e altri che riescono a diventare parte della vita delle persone. George Michael appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua voce, capace di passare dal pop più trascinante alle atmosfere soul più intense, continua a emozionare milioni di ascoltatori, anche a quasi dieci anni dalla sua scomparsa.
Il novembre 2026 offre ai suoi fan una doppia occasione per ritrovare la sua musica e riscoprirne la storia. Il 6 novembre arriva nelle sale italiane George Michael: The Faith Tour, il film-concerto che riporta sul grande schermo immagini inedite del suo storico tour del 1988. Dieci giorni più tardi, il 16 novembre, sarà disponibile in libreria George Michael. La voce dell'anima, il nuovo volume di Gabriele Antonucci, pubblicato da EPC Editore.
Due appuntamenti diversi ma complementari, che anticipano una ricorrenza importante: il 25 dicembre 2026 saranno infatti dieci anni dalla morte dell'artista, scomparso nella sua casa nell'Oxfordshire a soli 53 anni.
Gabriele Antonucci è un giornalista e critico musicale italiano, nato a Roma nel 1975, con una lunga esperienza nel racconto della musica nazionale e internazionale. Nel corso della sua carriera ha scritto migliaia di articoli, interviste e recensioni, collaborando con testate come Panorama, Billboard Italia, Classic Rock, Icon, Flair, Rolling Stone, Outsider e Il Tempo.
La sua attività professionale lo ha portato a incontrare e raccontare alcuni dei più importanti protagonisti della scena musicale, con particolare attenzione al pop di qualità, alla black music e alle grandi voci del soul.
Nel suo percorso editoriale figurano anche due importanti lavori biografici: Aretha Franklin. La Regina del Soul, pubblicato nel 2016, e Michael Jackson. La musica, il messaggio, l'eredità artistica, uscito per Hoepli nel 2019. Nel 2025 ha inoltre collaborato all'Enciclopedia della musica contemporanea 1900-2025 pubblicata da Treccani.
Un percorso professionale che spiega la scelta di dedicare un nuovo approfondimento a George Michael: un artista che ha saputo fondere pop, soul e R&B, trasformando la propria esperienza personale in un patrimonio musicale capace di superare le generazioni.

Il libro ripercorre la vicenda umana e artistica di George Michael, nato Georgios Kyriacos Panayiotou il 25 giugno 1963 a Londra.
Il primo grande capitolo della sua carriera è quello degli Wham!, il duo formato insieme all'amico Andrew Ridgeley. Negli anni Ottanta il gruppo conquista il pubblico internazionale con successi come Wake Me Up Before You Go-Go, Freedom e Last Christmas, diventando uno dei simboli del pop di quel decennio.
Nel 1986 arriva lo scioglimento degli Wham! e George Michael intraprende la carriera solista. Il passaggio decisivo è rappresentato da Faith, pubblicato nel 1987: un album destinato a diventare uno dei lavori più importanti della sua generazione.
Brani come Faith, Father Figure, One More Try, I Want Your Sex e Monkey mostrano la straordinaria versatilità di un artista capace di muoversi tra sensualità, introspezione, energia ritmica e raffinatezza melodica.
Il disco conquista anche il Grammy Award come Album dell'anno nel 1989, consacrando definitivamente George Michael come una delle più grandi star internazionali.
Antonucci ricostruisce anche la successiva ricerca di autonomia artistica, il rapporto conflittuale con l'industria discografica e la svolta rappresentata da Listen Without Prejudice Vol. 1 del 1990. Un percorso che prosegue con Older del 1996, album più maturo e introspettivo, nel quale spiccano canzoni come Jesus to a Child e Fastlove.

La coincidenza più suggestiva di questo novembre è rappresentata dall'uscita cinematografica di George Michael: The Faith Tour, prevista in Italia per il 6 novembre 2026, distribuita da Universal Pictures.
Il film recupera e restituisce al pubblico immagini inedite di due concerti tenuti da George Michael al Palais Omnisports di Paris-Bercy il 30 e 31 maggio 1988, durante il suo primo grande tour da solista.
Le riprese furono realizzate con quattordici telecamere su pellicola 35 mm e sono state successivamente restaurate e rimasterizzate. Il risultato è una testimonianza preziosa di George Michael a 24 anni, nel pieno della sua affermazione internazionale e della sua straordinaria energia sul palco.
La pellicola è diretta da Andy Morahan e David Austin, collaboratori storici dell'artista. Ad aprire il film è Finding Faith, un cortometraggio originale diretto da Mary McCartney, costruito attraverso immagini rare, materiali d'archivio, fotografie e registrazioni audio inedite.
Il pubblico potrà così ritrovare l'artista alle prese con alcuni dei suoi brani più celebri, da Faith a One More Try, passando per Monkey, senza dimenticare il legame con gli Wham! e la reinterpretazione di grandi classici della musica internazionale.
Il tour del 1988 fu un momento fondamentale nella carriera di George Michael: attraversò 16 Paesi con 109 concerti, portando sui palchi di tutto il mondo il repertorio del suo primo album solista.
In contemporanea con l'uscita cinematografica è prevista anche la pubblicazione di The Faith Tour: The Live Album, un disco contenente 18 registrazioni dal vivo inedite, che unisce i successi della carriera solista ai brani degli Wham!.
Uno degli aspetti più importanti del libro di Antonucci è l'attenzione alla dimensione umana di George Michael.
Dietro il successo, le classifiche e l'immagine della popstar internazionale c'era un uomo che ha affrontato momenti difficili, lutti personali e battaglie per affermare la propria identità.
Nel 1998, dopo l'arresto a Beverly Hills, George Michael rese pubblica la propria omosessualità, trasformando un episodio doloroso in un'occasione per parlare apertamente di libertà personale e identità.
La sua vita fu segnata anche da una lunga controversia con Sony Music, legata al controllo artistico e contrattuale della propria produzione. Una vicenda che racconta quanto fosse importante per lui essere riconosciuto non soltanto come interprete, ma soprattutto come autore.
C'è poi il capitolo della generosità, spesso esercitata lontano dai riflettori. Dopo la sua morte sono emersi numerosi episodi di beneficenza e aiuti economici offerti in forma anonima a persone in difficoltà.
Il volume, arricchito da un ricordo di Andrew Ridgeley, cerca proprio di restituire questa complessità: non soltanto il cantante di Careless Whisper e Last Christmas, ma un artista sensibile, indipendente e capace di trasformare le proprie esperienze in canzoni universali.





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