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Stevie Wonder, 50 anni di Songs in the Key of Life: la musica che non smette di vivere

17 set
Tempo di lettura: 3 min

A mezzo secolo dalla pubblicazione di uno degli album più amati della storia del soul, Stevie Wonder torna sul palco con un tour celebrativo. E Soul Collection apre la nuova puntata con la dolcissima Isn’t She Lovely.



Ci sono album che appartengono a un'epoca e altri che, semplicemente, sembrano non avere età. Songs in the Key of Life di Stevie Wonder appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il 28 settembre 2026 ricorrono i 50 anni dalla pubblicazione di uno dei dischi più importanti della storia della soul music e della musica popolare. Un anniversario che Stevie Wonder ha deciso di celebrare nel modo più naturale per un artista: tornando sul palco e portando l'album dal vivo nella sua interezza.


Pubblicato dalla Motown il 28 settembre 1976, Songs in the Key of Life è il diciottesimo album in studio di Stevie Wonder. Un progetto monumentale, originariamente pubblicato come doppio LP accompagnato da un EP di quattro brani, nel quale Wonder mette insieme soul, R&B, pop, jazz e funk, attraversando temi personali e universali: l'amore, la spiritualità, la memoria, la società, la giustizia e il rapporto tra individuo e comunità.

È un album nel quale praticamente ogni brano sembra poter vivere di vita propria. Ci sono “Sir Duke”, omaggio alla musica e a Duke Ellington; “I Wish”, viaggio nella memoria dell'infanzia; “Pastime Paradise”, riflessione sociale diventata negli anni un punto di riferimento anche per generazioni successive; e poi “As”, “Another Star”, “Love's in Need of Love Today”** e naturalmente “Isn't She Lovely”.


Ed è proprio con Isn't She Lovely che abbiamo scelto di aprire la nuova puntata di Soul Collection.



Una scelta quasi inevitabile, perché il brano rappresenta perfettamente una delle caratteristiche più affascinanti dell'album: la capacità di trasformare un momento profondamente personale in qualcosa di universale. Stevie Wonder scrisse “Isn't She Lovely” per celebrare la nascita della figlia Aisha. Il risultato è una canzone luminosa, immediata e gioiosa, diventata negli anni uno dei suoi brani più riconoscibili.

Ma Songs in the Key of Life non è soltanto una raccolta di grandi canzoni. È anche la fotografia di un momento creativo straordinario. Wonder scrive, produce e arrangia gran parte del materiale e suona numerosi strumenti, costruendo un universo sonoro ricchissimo nel quale trovano spazio anche musicisti di primo piano come Herbie Hancock, George Benson e Minnie Riperton.

Il riconoscimento arrivò anche sul piano discografico e istituzionale: l'album raggiunse il primo posto negli Stati Uniti e nel 1977 conquistò il Grammy Award per l'Album dell'Anno, il terzo di Wonder in quella categoria. Negli anni successivi è entrato nella Grammy Hall of Fame e nella National Recording Registry della Library of Congress.


Il 50° anniversario diventa un tour

La celebrazione non rimarrà però confinata alle ristampe o alle rievocazioni. Stevie Wonder ha annunciato il “Songs in the Key of Life Performances – 50th Anniversary Tour”, una tournée nella quale l'album verrà eseguito integralmente.

Il tour partirà il 13 ottobre 2026 da Birmingham, nel Regno Unito, e attraverserà diverse città europee: Parigi, Copenaghen, Oslo, Stoccolma, Hannover, Colonia, Amsterdam, Dublino, Londra, Manchester e Glasgow. La parte europea si concluderà l'11 novembre.

Poi sarà la volta degli Stati Uniti, con concerti a New York, Chicago, Washington D.C. e Detroit, città natale di Wonder. Proprio a Detroit sono previste due serate speciali, l'8 e il 9 dicembre al Fox Theatre. Il tour si concluderà il 19 dicembre 2026 all'Intuit Dome di Los Angeles.


La particolarità della tournée è dunque evidente: non si tratta semplicemente di un tour nel quale Stevie Wonder riproporrà alcuni dei suoi grandi successi. L'idea è quella di riportare sul palco l'intero viaggio musicale di Songs in the Key of Life, cinquant'anni dopo la sua pubblicazione.

Ed è significativo che proprio un album costruito intorno all'idea della vita, della memoria, dell'amore e della speranza torni oggi al centro dell'attività live di Stevie Wonder.

Cinquant'anni dopo, quelle canzoni continuano a raccontare il presente senza aver perso il legame con il tempo nel quale sono nate. E forse è proprio questo il segreto dei grandi album: non restano semplicemente nella storia della musica, ma continuano a entrarci ogni volta che qualcuno li ascolta.



Per questo, nella nuova puntata di Soul Collection, abbiamo scelto di aprire con “Isn't She Lovely”. Una canzone nata da un momento privato e diventata patrimonio collettivo, perfetta introduzione a un album che, mezzo secolo dopo, Stevie Wonder si prepara a riportare interamente sul palco.


E mentre Songs in the Key of Life compie 50 anni, la sua musica continua, semplicemente, a vivere.

 

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