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Nu Genea, il groove cosmopolita di Napoli

Con “Onenon” insieme a Tom Misch, il duo partenopeo apre una nuova fase del proprio viaggio sonoro



I Nu Genea sono diventati negli ultimi anni uno dei progetti italiani più influenti della scena nu-disco e funk internazionale. Il duo, formato dai napoletani Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, nasce nel 2014 con il nome Nu Guinea, dopo un passato nella scena elettronica underground tra Napoli e Berlino. La loro musica mescola disco anni Settanta, funk, jazz fusion, ritmi afrobeat e tradizione mediterranea, costruendo un’identità sonora che ha trasformato Napoli in un punto di riferimento globale della club culture contemporanea.

Dopo il culto di Nuova Napoli e il successo internazionale di Bar Mediterraneo, i Nu Genea sono tornati nel 2026 con il nuovo album People of the Moon, pubblicato da NG Records. Il disco amplia ulteriormente il loro linguaggio musicale: napoletano, inglese, spagnolo, arabo e portoghese convivono dentro un lavoro che conferma la vocazione cosmopolita del duo.

Tra i brani dell’album c’è “Onenon”, realizzato insieme a Tom Misch, chitarrista e producer londinese noto per il suo stile che fonde jazz, soul ed elettronica. Il pezzo gioca già dal titolo con una deformazione ironica di “on and on”, trasformata in una pronuncia dal sapore napoletano. Musicalmente il brano unisce groove funk, linee di basso morbide e chitarre raffinate, mantenendo il carattere danzante tipico dei Nu Genea ma con una dimensione più internazionale e soul.


 

“Onenon” è contenuta nella tracklist ufficiale di People of the Moon, album composto da dieci tracce e arricchito da numerose collaborazioni, tra cui María José Llergo, Fabiana Martone, Celinatique e Gabriel Prado. Il disco è stato accolto positivamente dalla critica italiana, che ha sottolineato la capacità del duo di evolvere senza perdere il proprio stile, mantenendo il groove al centro della scrittura.

Nelle ultime settimane i Nu Genea hanno anche annunciato un nuovo tour europeo che li porterà nei principali festival estivi del 2026, confermando la loro dimensione ormai internazionale. Dopo anni di crescita costante, il progetto continua infatti a essere considerato una delle realtà italiane più esportabili e riconoscibili della musica contemporanea.



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