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Samm Henshaw: ecco “Float”, un viaggio introspettivo tra amore, perdita e speranza

  • Immagine del redattore: Sergio Basilico
    Sergio Basilico
  • 6 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Un nuovo capitolo per l’artista soul-R&B britannico



L’eclettico cantante londinese, figlio di origini nigeriane, Samm Henshaw torna all’attenzione del pubblico con un progetto ambizioso e intimo: il suo nuovo album It Could Be Worse è stato pubblicato il 21 novembre 2025 in formato vinile esclusivo — una scelta voluta, quasi nostalgica, che invita l’ascoltatore a riscoprire il valore della musica come esperienza concreta, lontano dalle logiche del consumo digitale di massa.

Ad anticipare l’uscita dell’album, arriva il singolo “Float”, una traccia densa di emozione e vulnerabilità, già disponibile su tutte le piattaforme streaming.

In “Float”, Samm Henshaw ci consegna una ballata intima — melodia delicata, basso soffuso, una sezione fiati che aggiunge profondità — che mette in scena il dolore di un amore finito e il timore di restare sospesi, senza più quel punto di riferimento sicuro.


 

Con “It Could Be Worse”, Samm Henshaw ritorna a voce nuda, strumenti “vero” sotto le mani, e storie vere da raccontare. Il disco è il risultato di un periodo personale complesso — una prima grande delusione amorosa — e per la prima volta l’artista ha deciso di registrare l’intero lavoro con musicisti dal vivo, a Los Angeles, affidandosi al produttore esecutivo Josh Grant.

La scelta di un rilascio “vinile-only” è un gesto consapevole: Henshaw invita a considerare la musica come un’esperienza da vivere con calma, da assaporare con attenzione — lontano dal consumo accelerato tipico delle piattaforme streaming.

Nel disco, “Float” trova il suo posto come momento chiave: malinconico, sincero, doloroso eppure carico di speranza.

 

In un’epoca in cui la musica è spesso un flusso continuo e istantaneo, Samm Henshaw riscopre la musica come rito: ascoltare con calma, riflettere, sentire. “Float” non nasconde il dolore: mette a nudo delusione e rimpianto, ma anche l’umanità di un cuore che non ha perso la speranza.

Dopo l’esordio con l’album “Untidy Soul” e una serie di singoli di successo, Henshaw dimostra di evolvere: non più solo ritmo e groove, ma introspezione, profondità, testi che raccontano storie universali. Ritmo, arrangiamenti dal vivo, strumenti reali: tutto richiama le radici della soul e R&B, in contrasto con le produzioni troppe volte digitali e asettiche.

 

“Float” — e l’intero “It Could Be Worse” — segnano un momento importante per Samm Henshaw: un ritorno al cuore della musica, un invito ad ascoltare con attenzione, a sentire con tutto se stessi. Nel turbinio superficiale della musica contemporanea, Samm ci ricorda che a volte è proprio quando abbandoni gli splendori digitali che ritrovi la verità — nel suono, nelle parole, nell’emozione.

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